
Nella Bolla di indizione dell’Anno Santo straordinario l’appello ai mafiosi e ai corrotti: “Convertitevi”. La misericordia può favorire il dialogo con l’Islam. Una porta santa in ogni cattedrale e speciali confessori inviati dal Papa in tutto il mondo.
E’ un invito alla conversione, cioè a sperimentare la misericordia di Dio.
La Bolla con la quale Papa Francesco ha indetto l’Anno Santo straordinario della misericordia è un semplice e chiaro compendio di come la misericordia si dispiega nella storia della salvezza attraverso la persona di Gesù. Si intitola “Misericordiae vulnus”, cioè il volto della misericordia e subito all’inizio il Papa spiega che la misericordia non è un’idea astratta ma una persona, che ha amato gli uomini al punto di dare la vita per loro. Papa Francesco spiega che la misericordia “è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con gli occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita”.
Ai mafiosi: Verrà il giudizio di Dio
Bergoglio chiede a tutti gli uomini di cambiare vita in questo anno giubilare. Ma lo chiede in particolare “agli uomini e alle donne che appartengono ad un grippo criminale, qualunque esso sia”: “Per il vostro bene vi chiedo di cambiare vita”. Le sue parole echeggiamo quelle di Karol Wojtyla ad Agrigento, quando pronunciò la famosa invettiva contro i mafiosi. Bergoglio in pratica le fa proprie e scrive: “La violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende né potenti né immortali, per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio, a cui nessuno può sfuggire”. Lo stesso inviato a cambiare vita il Papa lo rivolge a chi corrompe e ai loro complici. Spiega che la corruzione “distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri”. La corruzione è “un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici”. La corruzione è “un’opera delle tenebre, sostenuta dal sospetto e dall’intrigo” e se se la si combatte “presto o tardi rende complici e distrugge l’esistenza”.
Tenere aperta la porta del Concilio
Nella Bolla il Papa indica il motto dell’Anno: “Misericordiosi come il Padre”. E poi dà alcune indicazioni su come bisogna viverlo. Intanto sarà un anno santo che si svolgerà soprattutto nelle diocesi, anche se il Papa parla anche dell’importanza del pellegrinaggio a Roma. Conferma che inizierà l’8 dicembre quando aprirà la porta santa nella basilica di san Pietro che diventerà da quel giorno “Porta della misericordia”. Ma una porta delle misericordia quindi una porta santa verrà aperta in tutte le chiese cattedrali delle diocesi e nei santuari. Spiega che la data dell’8 dicembre l’ha scelta per ricordare la chiusura del Concilio Vaticano II, che deve rimanere vivo nella Chiesa. Il Concilio, spiega il Papa ha abbattuto “le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata” e ha deciso di parlare di Dio agli uomini “in modo più comprensibile”. In pratica Papa Francesco spiega che aprire la porta santa della misericordia è un modo per riaprire anche il Concilio.
Perdono e speciali confessori
Il perdono e il sacramento della penitenza e della riconciliazione dovranno caratterizzare in modo particolare tutto l’Anno santo straordinario: “E’ giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono”. Bergoglio ripete ciò che ha detto molte volte sulla gelosia, sull’invidia, sul disastro provocato dalla chiacchiere e invita tutte le diocesi ad incrementare l’iniziativa “24 ore per il Signore”, cioè confessione, adorazione preghiera. Poi annuncia una iniziativa specifica per la Quaresima dell’Anno santo, dunque nel 2016, e cioè l’invio in tutte le diocesi di speciali “Missionari della Misericordia”, che saranno sacerdoti che avranno la facoltà speciale accordata dal papa di “perdonare i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica. Si tratta di cinque peccati che per la loro gravità possono essere assolti solo dal Papa: profanazione dell’Eucarestia, della violenza fisica contro il Papa, assoluzione da parte del sacerdote di un suo complice, consacrazione di un vescovo senza l’autorizzazione del Papa, violazione del segreto della confessione. L’aborto non è tra questi perché l’assoluzione è riservata al vescovo. Bergoglio chiede che in tutte le diocesi si organizzino “missioni al popolo”, in modo che questi missionari “siano annunciatori della gioia del perdono”.
La misericordia favorisce l’incontro delle religioni
Nella Bolla il Papa insiste di nuovo sull’importanza della preparazione dei confessori: “Non ci si improvvisa confessori”. Infine Papa Francesco sottolinea l’importanza dell’Anno santo per io dialogo con le altre religioni, in particolare ebraismo e Islam. Bergoglio ricorda gli appellativi “misericordioso e clemente” tra gli appellativi di Dio e rileva che anche “i musulmani credono che nessuno può limitare la misericordia divina perché le sue porte sono sempre aperte” e auspica che l’Anno santo straordinario “vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religiosi e con altre nobili tradizioni religiose”.